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COME
ELABORA I SUOI PARTICOLARI SOGGETTI?
Non nascono da una idea o da una immagine mentale, ma semplicemente
dalla casualità dei segni. Dopo vari tentativi, sono i segni
stessi a far scaturire un elemento della composizione o volte semplicemente
un dettaglio. Su questo, per associazione o meglio per assemblaggio
di elementi tra i più disparati, si costruisce una "immagine"
che alla fine non conserva più tracce o relazioni con la
figura umana. Il mio sforzo è proprio quello di cancellarle
definitivamente. I miei soggetti sono una filiazione diretta dei
manichini della pittura metafisica di De Chirico ma nello stesso
tempo sono diversi. Hanno perso ogni contatto con la figura umana,
anzi sembrano avvicinarsi ai dei feticci o a dei totem e sembrano
provenire da un altro mondo, un mondo parallelo. Calati in una desolazione
silenziosa danno l'idea di essere l'unica testimonianza di una civiltà
ormai estinta.
DA
QUANTO TEMPO SI DEDICA ALL'ACQUAFORTE E PERCHE' HA SCELTO QUESTO
TIPO DI TECNICA?
Pratico l'incisione da un ventennio. Sono un autodidatta integrale.
Ho imparato da solo sia la tecnica sia la stampa, acquistando un
torchio calcografico e tutto il materiale necessario. In questo
modo controllo tutto il percorso creativo, dall'elaborazione del
bozzetto alla stampa definitiva.
L'acquaforte è per me l'unica tecnica artistica che può
rappresentare i miei soggetti. E questa perché, secondo me,
l'acquaforte è una tecnica particolarmente vocata, come diceva
Redon, a dare rappresentazione al mondo dell'invisibile, cioè
al mondo dell'immaginario, del fantastico e dell' onirico, da cui
traggo ispirazione per le mie stampe.
QUALI
SONO LE DIFFICOLTA' CHE INCONTRA NEL REALIZZARE LE SUE INCISIONI?
L'acquaforte
è una tecnica che non ammette errori. Difficilmente si può
rimediare. Le difficoltà sono relative all'intero percorso
riproduzione del bozzetto sulla lastra, alla morsura con l'acido
e alla stampa, che richiede molta esperienza. Ma non è solo
questo. Praticare questa arte è un infinito esercizio di
pazienza e concentrazione, perché impone lentezza e tempi
lunghi. Spesso per arrivare alla stampa passano molti mesi
Da "Il Pioverna", 8 novembre 2008
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