incisore e stampatore

 

Odilon Redon
(1840-1916)

Di Redon ho ammirato la sensibilità artistica e condiviso il suo modo di interpretare l'incisione.
Sono stato sempre affascinato dal suo amore per i colori della natura e quello per i fiori in particolare, che tante volte ha riprodotto nei suoi pastelli. Proprio questo aspetto mi avvicina a lui anche perchè anch'io mi sono dedicato molto ai fiori, non con i pastelli ma con composizioni di fiori pressati.
Un'altra particolarità mi accomuna a questo artista, e cioè il fatto che questo intenso interesse per la sensualità del colore conviva con la "maniera nera", ciò che sembrerebbe l'esatto contrario. E' questa apparente contraddizione, anzi questa duplice sensibilità, che lo rende ai miei occhi interessante.
Ma è soprattutto il modo stesso di intendere l'incisione che mi ha portato ad una consonanza totale con la sua visione artistica. Le cose che lui ha scritto su questo argomento sono state per me illuminanti. In una lettera ad Edmond Picard, del maggio del 1909, a proposito della sua produzione di incisore, scrive:" Non si può togliermi il merito di dare l'illusione della vita alle mie creazioni più irreali. Tutta la mia originalità consiste nel far vivere umanamente degli esseri inverosimili secondo le leggi del verosimile, mettendo, per quanto possibile, la logica del visibile al servizio dell'invisibile". Quindi secondo Redon all'incisione spetta una missione precisa, quella cioè di esplorare e dare forma visibile ai più oscuri e indecifrabili mondi invisibili della nostra immaginazione: cioè rendere visibile ciò che per definizione non lo è.
In questo percorso nelle profondità dell'animo umano, l'incisione non ha a disposizione che pochi mezzi anzi un solo un colore, il nero. Sempre Redon, in un altra lettera a Picard nel gennaio del 1913, scrive su questo colore:" Bisogna rispettare il nero. Niente lo prostituisce. Non piace agli occhi e non risveglia alcuna sensualità. E' agente dello spirito molto più di quanto non lo sia il più bel colore della tavolozza e del prisma".